Riuscite a immaginare un concerto in cui un violoncello, un violino e una mandola suonano rock?
Bene, allora è giunto il momento di scoprire il duo BartolomeyBittmann composto, appunto, da Matthias Bartolomey (violoncello) e Klemens Bittmann (violino e mandola).

I due musicisti austriaci hanno da poco pubblicato il loro quarto disco intitolato “Zehn” (dieci) che segna una tappa importante per la loro carriera, ovvero il decimo anno di musica insieme.
L’occasione per conoscerli è stata il loro concerto a Terni, in un auditorium praticamente pieno, il 17 marzo.
Prima del concerto ho avuto modo di intervistare i due musicisti, l’intervista sarà pubblicata sulla pagina Youtube di Visioninmusica.
L’Austria, loro patria di origine, vanta una lunga tradizione di musica classica, e questo, insieme agli strumenti che compaiono sul palco, potrebbe portare fuori strada, lasciando pensare a un concerto di musica classica. Il duo, come conferma Klemens, ha ovviamente subito l’influenza della propria tradizione ma, grazie ai propri gusti musicali che vanno dal rock al jazz, si è spinto molto lontano, cercando di ottenere dai loro strumenti (costruiti circa 200 anni fa) sonorità e musiche lontani dalla musica classica. Klemens dice che in fondo lui ha sempre suonato jazz ma che ciò che suona con Matthias può essere definito rock, nell’essenza del termine stesso, ovvero lo spirito che anima la musica e aggiunge che lo stesso Vivalvi può essere considerato rock. Come dargli torto? Ci sono stati momenti del concerto in cui sembrava di assistere a uno show di cross-over tiratissimo!

Il violoncello di Matthias Bartolomey costituisce una solida base della loro musica, con o senza archetto infatti le possenti corde costruiscono una impalcatura importante su cui Klemens Bittmann si sbizzarrisce con il suo violino e la sua mandola, andando a costruire melodie trascinanti in cui è possibile ritrovare tracce di tanti generi musicali: dal jazz alla musica tradizionale (in alcuni momenti il violino di Klemens riesce addirittura a trasportare l’ascoltatore in Irlanda), ma ogni certezza che si pensa di aver acquisito svanisce in un istante.
Ciò che caratterizza la musica del duo austriaco è, infatti, l’assoluta imprevedibilità, sia da un pezzo all’altro ma anche all’interno dello stesso brano, l’ascoltatore rimane sempre spiazzato da scelte mai banali e melodie e cambi di ritmo improvvisi e inaspettati, un vero e proprio percorso di sperimentazione e ricerca musicale che mai dimentica la melodia e quindi il piacere per l’ascoltatore.
Dal palco arriva non solo la musica, ma si percepisce chiaramente l’affiatamento dei due musicisti, la loro voglia di suonare insieme e il loro divertimento a stare sul palco. All’ascoltatore rimane il dubbio di come si possano suonare brani così articolati e tecnicamente impegnativi con il sorriso, ma credo sia proprio questo che conferma le parole di Klemens sul rock. Il loro approccio sul palco è quello di un gruppo rock che sa miscelare bene qualsiasi genere musicale.

ultimo lavoro del duo austriaco
Entrambi definiscono la loro musica un lungo percorso che stanno compiendo insieme e non un progetto – parola che definiscono riduttiva perché fa pensare a un impegno misurato solo alla registrazione di dischi mentre per loro esiste un legame profondo e un rapporto musicalmente simbiotico. Matthias si definisce poi un purista, per cui vede la loro musica come quella del duo e difficilmente inviterebbe qualcuno sul palco anche se fosse solo per un evento particolare, Klemens al contrario riuscirebbe a trovare qualche ospite gradito, pur rimanendo fermo sul fatto che la loro musica è nata grazie alla profonda intesa musicale e che continua s svilupparsi su loro due.
Dopo oltre 80 minuti di musica, è chiara la sensazione di aver partecipato a un evento unico e straordinario, qualcosa che lascia il segno. Rimane l’entusiasmo di aver scoperto una musica nuova, che richiede impegno, ma che ripaga l’ascoltatore trasportandolo in un viaggio pieno di sorprese, grazie a strumenti così lontani dal mainstream dei nostri anni eppure in grado di un suono così moderno e ricco.

E a me rimane anche il piacere di aver conosciuto e aver chiacchierato con due musicisti straordinari che ridanno valore alla musica, quella che si libera dei confini e delle definizioni che ha come uno scopo invitare l’ascoltatore a compiere un viaggio intenso.
Sul loro sito è possibile acquistare i loro CD e tante altre notizie.
Io vi consiglio di tenere d’occhio il calendario dei loro concerti e approfittare per andare a vedere uno spettacolo di cui non vi scorderete.
G.