Il vinile alla riscossa

Io mi ricordo ancora bene i primi 3 dischi in vinile che ho comprato: Demons and Wizards degli Uriah Heep, Let there be rock degli AC/DC e una raccolta dei Police.

Avevo 14 anni e fino a quel momento avevo sempre registrato le mitiche audiocassette, qualità pessima, ma momento di aggregazione incredibile. Arrivano i 14 anni e io chiedo ai miei di comprarmi il motorino… ma certo avere un impianto stereo, di quelli seri con piatto, ampli, equalizzatore ecc. ecc. solleticava non poco la mia fantasia. Mio padre mi disse, scegli il motorino o lo stereo (nel frattempo mia madre pregava che scegliessi lo stereo)… abbandonata l’idea delle due ruote andammo a comprare il mio primo impianto Hi-Fi.

Tornato a casa, montato il tutto mancava solo di inaugurare il piatto… e quindi presi i soldi del mio compleanno e uscii con due amici, direzione: uno dei tanti negozi di dischi che al tempo c’erano in città. Comprai i 3 dischi che ho detto, prezzo totale 45.000 lire…

La collezione aumentò fino all’arrivo dei CD sul mercato. Si parlava di una qualità audio perfetta e quindi…..In città aprì il primo negozio di musica che vendeva solo i nuovi dischetti, e mi ricordo che ci si avvicinava quasi con timore, sapendo che i soldi che si potevano spendere per un disco in vinile, servivano ben poco per i nuovi supporti. Alla fine si sa come è andata la storia, i negozi di dischi diventarono negozi di CD e il vinile finì nel dimenticatoio, denigrato dai più come strumento scomodo (eh si bisogna girare il disco per ascoltare la seconda facciata), con qualità audio pessima (eh già il fruscio)…

Ma il vinile aveva un altro gusto, e infatti i collezionisti continuarono a cercare e scambiare dischi. Il disco presupponeva l’ascolto, la “fatica” di alzarsi, maneggiare con cura il disco e poggiarci la puntina con estrema attenzione, e poi ci si godeva la musica, e la copertina, che grazie al suo formato veniva letta, e diventava una parte integrante del momento dell’ascolto. E non dimentichiamo che soprattutto nei dischi live si trovavano i book fotografici.

Non ripercorriamo il declino del vinile, che però è stato seguito anche dal calo di vendite dei CD e in generale di qualsiasi supporto fisico per la musica. Il peer-to-peer, il download spesso illegale, hanno mandato in crisi un intero settore, facendo chiudere praticamente tutti i negozi di dischi, soprattutto nelle piccole città.

Ma gli ultimi anni hanno rivisto il vinile presentarsi prepotentemente nei pochi negozi rimasti, ritornare protagonista soprattutto di vendite on-line. Il nuovo interesse poi viene confermato dai diversi eventi e dall’affollamento intorno ai banchi dei mercatini dove si vendono i cari LP.

Ho fatto una chiacchierata con Angelo Pingerna, un caro amico (e fornitore di emozioni musicali sotto forma di vinile) che da sempre lavora nel campo della musica. Bassista che ha suonato con diversi gruppi sardi, ha all’attivo diversi dischi pubblicati e ha sempre lavorato in uno dei negozi di dischi che frequentavo. La crisi del settore lo ha portato a cercare strade alternative, ma non ha mai abbandonato i dischi, che ora tratta anche se non come professione principale. Mi raccontava che ultimamente si assiste a una rinascita del disco in vinile, non solo dal punto di vista degli scambi tra collezionisti o vendite tra privati, ma anche dal punto di vista degli investimenti delle case discografiche riguardanti le nuove uscite o ristampe di vecchi album. Queste infatti hanno capito che il vinile, rinnovato anche nel formato di 180 gr., ha tanti vantaggi che il pubblico apprezza, in primo luogo, come dicevamo prima la possibilità di leggere i testi e informazioni sulla copertina e di godere di fotografie con un formato grande, ma anche di poter considerare il disco un’opera d’arte unica con la sua copertina, su cui si investono nuovamente dei soldi, perché diventa una parte fondamentale del prodotto. E l’offerta è migliorata sia da un punto di vista sonoro, grazie a nuove tecniche che hanno migliorato sensibilmente la qualità del suono, ma anche per chi vuole edizioni particolari, ormai si trovano edizioni speciali di vinile colorato.

Una stampa dei Pink Floyd con vinile colorato

I CD, al contrario hanno subito una forte diminuzione delle vendite, il prezzo alto talvolta non è giustificato, rispetto all’acquisto della sola musica sulle varie piattaforme a pagamento. Personalmente preferisco sempre un supporto fisico, ma comprendo chi preferisce risparmiare anche il 30% con il digital download o ancora di più con lo streaming.

I numeri parlano di un incremento delle vendite dal 2012 pari al 330%, con una fetta di mercato italiano riconquistata pari al 6%, non un grande numero, ma siamo ancora nella fase iniziale di questa ripresa.

Per chi invece è interessato a stampe particolari suggerisco i seguenti link:

Catalogo Discogs di Angelo Pingerna, sempre aggiornato con tantissimi vinili nuovi ogni settimana

Mercatino del vinile: anche qui tantissime chicche per tutti i gusti

Gruppo Trading Music su Facebook

E infine su Instagram

Ho acquistato credo almeno una trentina di dischi in vinile dai link che vi ho elencato, e quindi mi sento si suggerirli in sicurezza. Dischi in condizioni ottime, laddove copertina o vinile presentano imperfezioni, queste sono segnalate prima dell’acquisto, spedizioni rapide e prezzi ottimi.

Per cui se volete entrare anche voi nel club dei vinyl-addicted…

Lascia un commento