Se anche voi avete bisogno di una anti-eroina poco popolare, un po’ nevrotica, dal quoziente intellettivo scomodamente elevato per i più, in sovrappeso e in peri-menopausa, con una figlia perfetta e ingestibile di cui lamentarsi, questo è quel libro.
Se poi la voce di lei è talmente convincente e così sottilmente ironica e puntuta da far ridere me, che non rido mai, eppure dovete sforzarvi di ricordare che porca vacca il libro è scritto da un uomo, sempre quel geniaccio di Gurganus… questo è quel libro che questa volta non dimenticherete nonostante la memoria per i libri sia pericolosamente in discesa.
Sulla storia che racconta non posso dire niente, ma proprio niente del tutto, perché anche solo poco rovinerebbe quel momento che… no, non posso dire nemmeno questo!

Va letto ecco, questo libro va letto; e dopo La vedova, che già ha preso un bel 10 con ❤️ nella mia classifica Gurganus, con La madre delle sante vince a mani basse su moltissime letture magari più pretenziose: perché è vero che è di una semplicità disarmante, ma basta una grattatina con l’unghia per trovarci livelli di lettura infiniti, dalla critica sociale (quella bella piccolo-borghesia americana infiocchettata e velenosa che amo tanto) alle crisi intergenerazionali (e qui casca l’asina!) e ancora e ancora e anche qualcosa in più.
Ma lo splendore è lo schiaffo immediato del linguaggio frizzante e quel colpo di genio che non ti aspetti!Non riesco a ricordare come ci sono arrivata a Gurganus, ma se qualcuno che mi legge sa di averne parlato di recente, si faccia vivo per i ringraziamenti!
“[…]Un ronzio acuto come di zanzara, il tipico suono delle donne incastrate in spazi ridotti con altre donne decisamente incompatibili.”

(Poi vabbè vogliamo parlare della copertina?)