Il giardino delle vespe – Angela Ticca

L’ultima recensione su questo blog risale a circa un mese fa. Da quel momento mi sono passati per le mani alcuni libri, di autori conosciuti, che però non sono riuscito a finire. Non solo impegni lavorativi, ma anche il fatto che non erano esattamente dei libri per cui valeva la pena faticare, e un libro non deve essere mai faticoso, per me.

Dopo diversi tentativi andati a vuoto con diversi testi, arriva finalmente il libro di Angela. Dico finalmente, perché mi sono ritrovato incollato alle pagine, come capita di rado.

La storia inizia in Siria, dove la guerra civile purtroppo rende la vita dei bambini e dei ragazzi diversa da quella a cui siamo abituati. Due ragazzini e una bambina giocano tra le macerie di un palazzo e scoprono un giardino abbandonato: perfetto per costruire il loro rifugio. Ma niente è facile, e infatti l’unico albero rimasto dopo i bombardamenti è occupato da un nido di vespe e, se i ragazzi vogliono conquistare il giardino, dovranno liberarsi delle vespe. Ameena, la bimba che partecipa alla “missione contro le vespe”, rimane però vittima di una mina inesplosa, perderà una gamba e i suoi genitori decideranno di abbandonare la Siria per raggiungere l’Italia. Purtroppo la piccola arriverà solo con la madre, Nimaan. L’integrazione nella società italiana non va come sperato e la piccola Ameena sogna di riportare la mamma nella sua Siria, dove in realtà vorrebbe stare, ma il viaggio, intrapreso insieme al suo amico Brandon, la metterà davanti a difficoltà impreviste per una giovane ragazza. Durante il tragitto incontrerà persone ben poco amichevoli, ma anche Kasja e la sua famiglia di circensi, e…

e non vi svelo di più…

Ho letteralmente divorato questo libro in 3 giorni. La storia di Ameena e di tutti gli altri personaggi mi ha tenuto incollato alle pagine.

Angela ha strutturato il libro come un puzzle, ogni capitolo presenta nuovi personaggi, ne racconta il passato e li inserisce nel contesto della storia. I tasselli vanno al loro posto in maniera fluida, componendo un quadro che parte dalla Siria per arrivare fino in Irlanda passando per Praga, e raccontando storie di integrazione, guerra, traffici illegali, immigrazione, ma anche tematiche più personali come rapporti familiari, tradizioni.

Non passa inosservato che questo libro è il frutto di passione, ma anche di ricerca e durante una chiacchierata con Angela, ci ha raccontato che il libro nasce “dall’idea di una ballerina che lotta per affermarsi nonostante il suo handicap e poi la storia è cambiata seguendo ciò che accadeva e in particolare le notizie di cronaca e di guerra“.

La scrittrice ci ha spiegato poi che durante le sue ricerche, ciò che l’ha colpita di più è stata la cultura gipsy, il loro stile di vita e la loro mentalità, un mondo per lei sconosciuto che si è rivelato affascinante nonostante sia distante dalla vita a cui è abituata. Aggiunge Angela – sono rimasta colpita dai racconti dei profughi siriani, soprattutto quelli relativi alla vita nei campi profughi e ai cosiddetti viaggi “della speranza” verso l’occidente.

Il libro riesce a toccare questi temi, senza mai rendere cupa l’atmosfera, anche laddove si affrontano passaggi drammatici, riuscendo a trasportare il lettore in diversi ambienti lontani dalla nostra quotidianità.

Un altro aspetto che si mette in luce in diversi passaggi, è il concetto di libertà. In tutto il libro l’idea di “essere liberi” accompagna i protagonisti. Sin dall’inizio, la scelta della famiglia di Ameena di abbandonare la Siria è dovuta alla necessità di abbandonare un conflitto, più che a un desiderio. Ameena intraprendere il viaggio verso la Siria perché vuole che la mamma ritorni in un luogo che le appartiene. I circensi che si incontrano nel testo hanno un loro concetto di libertà, che viene espresso chiaramente quando per alcuni di loro esiste la concreta possibilità di trovare una vita stabile, intesa come la si intende per noi occidentali, e rifiutano questa occasione.

Il tema è caro ad Angela, che ci spiega: “Sono sempre stata attirata dall’idea di essere libera…nel senso che più cose possediamo meno siamo liberi…più sovrastrutture ci circondano spesso volute e costruite da noi, più ne veniamo imprigionati e meno riusciamo ad essere veramente noi stessi. Quindi, diciamo che la mia vita assomiglia più alla seconda situazione ma mi piacerebbe che fosse invece più simile alla prima!

Faccio i complimenti ad Angela, sinceri, perché questo libro mi ha fatto tornare il piacere della lettura dopo alcuni mesi di “fatica”. Le faccio i complimenti perché ha trovato il giusto compromesso tra tematiche importanti e leggerezza nel racconto, riuscendo a lasciare sempre un velo di speranza durante la narrazione, che rende il libro piacevole e mai opprimente nonostante, come detto, si affrontino argomenti importanti e attuali come traffici illegali, guerra, integrazione e immigrazione. Le faccio i complimenti per aver creato una storia bella e affascinante e averla raccontata con una struttura diversa dal solito.

Le faccio i complimenti perché è stata in grado di trovare un finale che lascia a bocca aperta, denotando una capacità creativa notevole.

Il libro è disponibile in libreria, oppure si può ordinare direttamente dalla casa editrice: https://bookabook.it/libri/giardino-delle-vespe/

Ovviamente è disponibile su Amazon, sui siti delle librerie online.

Buona lettura!

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