Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Ve lo immaginate un centenario che combina tanti casini, che ha girato il mondo, che ha conosciuto i più importanti leader dell’ultimo secolo? No?

Eppure esiste, sebbene nella fantasia e nelle pagine del libro di Jonas Jonasson.

Allan Karlsson vive in una casa di riposo, e nel giorno del suo centesimo compleanno decide che non ne può più, e quindi, mentre l’intero istituto sta preparando una grande festa in suo onore, apre la finestra e scappa, in ciabatte. Arriva alla stazione degli autobus e compra un biglietto in base ai soldi che ha in tasca. Poco prima di salire sul bus che lo condurrà “da qualche parte”, un giovane gli chiede se può dare un’occhiata alla sua valigia mentre va al bagno. Ma il bus non aspetta e quindi Allan sale sul suo mezzo portandosi dietro la valigia. E da qui inizia la ricerca del centenario, da parte della polizia, del proprietario della valigia (che contiene tantissimi soldi di provenienza illecita). La “fuga” di Allan lo porta a incontrare tanti personaggi improbabili, e la storia si alterna con numerosi flashback della sua vita, durante cui ha incontrato presidenti degli Stati Uniti, Stalin, Mao…

Il libro è godibile, ma devo precisare alcune cose. Non lo avrei mai comprato se non mi fosse stato consigliato durante una puntata sui libri divertenti che conduco con Silvia.

La copertina non è di quelle che in genere mi ispirano, mi dava l’idea di un libro troppo fantasioso. L’inizio della lettura è stato abbastanza difficoltoso, ma non per colpa del libro: ci sono volute circa 50/60 pagine per riuscire a superare i miei pregiudizi. Il libro si popola di improbabili delinquenti, personaggi abbastanza sopra le righe tra “quasi laureati in diecimila discipline”, poliziotti che sembrano non ritrovare nemmeno la propria ombra e un protagonista con una storia decisamente irreale. Insomma, c’erano tutti gli ingredienti per abbandonare il libro, in base ai miei gusti. E invece Jonas Jonasson ha scritto un gran bel romanzo. Bisogna riconoscere l’insolita capacità di mantenere un equilibrio tra una vena comica creata da situazioni surreali, improbabili e grottesche e una narrazione divertente in cui i rapporti personali e la narrazione di lati umani di grandi leader del passato (ovviamente non supportati da evidenze storiche) rendono questo libro uno dei più gradevoli letti ultimamente.

Non immaginate un libro “comico”, non ci sono battute a raffica, il linguaggio è sempre sobrio, ma riesce a portarci in un giro per il mondo sempre con una leggerezza che probabilmente alla nostra generazione e ai nostri tempi manca moltissimo.

Per cui, alla fine, nonostante le mie perplessità iniziali, questo libro va sicuramente tra quelli consigliati, vi troverete a seguire Allan e le sue improbabili peripezie apprezzando la serenità e la spensieratezza che questo libro saprà donarvi e una visione sul fatto che non è mai troppo presto per sentirsi vecchi.

Piccolo suggerimento… attenzione al capitolo 29

4 commenti

      • Certo!
        A proposito di belle sorprese, in tempi non sospetti, ti parlo di parecchi anni fa, presi in biblioteca un libro solo per la copertina.
        Sono quegli exploit che puoi fare solo con i libri in prestito, perchè non hai paua di buttare i soldi.
        Arrivai a casa ed inizia con qualche paginetta. Non riuscivo a capire dove mi portasse il libro. Niente, non riuscivo a posarlo.
        Io che non amo fantasy…. mi aveva inchiodata alla poltrona.
        Lo dovetti leggere tutto. Rimasi basita. Non conoscevo nulla della storia e tanto meno dei VAMPIRI!! Non inorridire ti prego!!!
        Mi ero portata a casa Twilight.
        Non lessi poi altro, ma quel libro mi aveva stupita. Non ce ne furono altri, ma la scoperta fu particolare.

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