A 15 anni comprai Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Ricordo che avvisai tutti gli amici che non sarei uscito. Iniziai a leggere il libro dopo aver terminato i compiti e finii all’incirca alle 3 del mattino. 12 ore di lettura intense, senza pausa, forti e dolorose. Ma poi rimase il dubbio… cosa ne era stato di Christiane?
Qualche anno dopo aver letto il libro, andai a Berlino. Città bella, devastante da un punto di vista emotivo, a pochi anni dalla caduta del muro si respirava aria che sapeva di libertà e delusione, orgasmi consumati in fretta nella gioia di un piacere sconosciuto, ma era Berlino, trainava la cultura europea, era viva, decadente e bellissima nel suo grigiore, carica di storia. La capitale tedesca era, e avrebbe continuato per diversi anni, il centro pulsante dell’Europa.

Guardavo tutti i contrasti di una città che stava riprendendo una nuova vita dopo 28 anni di divisione. Passeggiare per il Ku’Damm significava stare in zona della stazione dello Zoo, vedere le vetrine della via più centrale di Berlino Ovest. La storia d Christiane F. mi si parò davanti all’improvviso, quando, per necessità, mi recai nell’unico ufficio postale aperto di domenica, ovvero quello della stazione dello Zoo, quell’ufficio che aveva l’ingresso sotto la tettoia dove Christiane e i suoi amici erano soliti aspettare i loro clienti.
Era pieno di ragazzi. Erano tanti, tossicodipendenti, nascosti alla vista di chi passeggiava per le belle vie, eppure così vicini. Non riuscii mai a entrare in quell’ufficio postale, ancora oggi, dopo quasi 30 anni mi porto dietro quell’immagine.
Ecco, la storia di Christiane F. mi aveva lasciato un solco profondo, perché era vera, sofferta, vissuta. Non è mai diventata un modello, ma di sicuro era diventa un avvertimento. La sua storia raccontava la facilità con cui si può cadere nel vuoto senza avere possibilità di rialzarsi, e invece, come lei stessa dice: “Ce l’ho fatta. A modo mio. Nemmeno io ci avrei creduto”.
Questo secondo libro, scritto a distanza di decenni, racconta cosa è successo alla giovane tossicodipendente, racconta come a un certo punto, grazie anche al film che riscosse un grande successo, la sua vita cambiò, facendola diventare quasi una star, portandola a contatto con personaggi del mondo dello spettacolo, facendole incontrare una serie di persone che nella sua vita hanno rappresentato ostacoli, ancore di salvezza, zavorre per le ricadute. Racconta una vita fatta di speranza, maternità, ricadute e risalite, fino alla consapevolezza che non per tutti esistono gli stessi equilibri.
Probabilmente in questo secondo libro non si ha la stessa carica emotiva. La protagonista è cambiata, così come è cambiata la storia, siamo cambiati noi che abbiamo letto le sue vicende da adolescenti.
Questo secondo libro non è certamente un libro di redenzione, ma un resoconto sentito, toccante e sincero di ciò che è stata la vita di Christiane F. dopo la fine del primo libro. In queste pagine Christiane non fa sconti a nessuno, nemmeno a sé stessa e chiarisce alcuni momenti della sua adolescenza, forse esasperati nel racconto emerso soprattutto dal film.
Una lettura comunque coinvolgente, soprattutto per chi, come me, ha letto la prima parte da giovanissimo e adesso si immedesima nella storia da adulto.
Buona Lettura e Passate dei bei giorni di festa!