Che mi piaccia la scrittura di Pulixi non è una novità per chi ogni tanto visita queste pagine, però, se avete seguito i precedenti consigli, dovrete ammettere che lo scrittore sardo merita i riconoscimenti che riceve.
Avevo pensato di recensire il primo libro della saga, ma a oggi credo di aver fatto bene a non farlo al tempo. I 4 libri sono strettamente collegati e in realtà sarebbero da leggere uno di fila all’altro, senza intermezzi.

Una brutta storia ci presenta il poliziotto Biagio Mazzeo e la sua famiglia. Una famiglia fatta di colleghi che sono in realtà corrotti e gestiscono un giro di traffico di stupefacenti non indifferente. Arriverà però Ivankov, boss della mafia cecena, a rendere meno tranquilla la vita di Mazzeo e dei suoi.

La notte delle pantere vede Mazzeo alle prese con quella che è la più grande organizzazione mondiale della malavita, che purtroppo non fa sconti a nessuno, soprattutto quando viene sottratto qualcosa di estremo valore.

Per sempre ci presenta un Mazzeo che ha voglia di chiudere con il suo passato, ma, purtroppo per lui, il suo passato ritorna attraverso tutti coloro che hanno avuto occasione di entrare in rotta di collisione con il poliziotto.

Prima di dirti addio chiude questa appassionante serie. Mazzeo dovrà per forza chiudere tutti i conti lasciati aperti, ma come lui stesso dovrà ammettere, non si aspetta che siano coinvolte così tante persone a tutti i livelli.
Cosa rende speciale questi romanzi? Innanzitutto la qualità della scrittura. I personaggi hanno tutti un microcosmo che Pulixi racconta, costruisce pagina dopo pagina, hanno un passato che aiuta a comprendere le azioni di ognuno. Il ritmo è serrato, quasi claustrofobico: non c’è una vera suddivisione in capitoli, ogni tanto una riga vuota e le pagine scorrono fitte e non si riesce a staccarsi e questo permette a Pulixi di trascinare il lettore nello stesso vortice in cui si trovano i personaggi, rimanendo talvolta incapaci di distinguere il bene dal male. Parliamo di NOIR, e non ci sono altre parole per descrivere questa serie: verso la fine Mazzeo fa riferimento a un evento dicendo “Quella mattina…” – all’improvviso mi è venuto in mente che nonostante siano presenti riferimenti temporali a diverse ore del giorno, l’immagine che si crea nella mente è sempre scura, a tratti opprimente, come se discendesse una scala verso il nero più profondo. E fondamentalmente, quella è la scala che Mazzeo discende sin dalle prime pagine, vivendo una discesa negli inferi modellata e costruita da lui stesso.
La struttura della serie va in un crescendo di personaggi e variabili, passando dalla “giungla” locale, fino a trovare la mafia cecena, la ‘ndrangheta, la DEA, i servizi segreti statunitensi e italiani. Puliti riesce ad avvicinarsi a DonWinslow e alla sua trilogia. Insomma, per chi crede di trovarsi davanti a un romanzo di pura fantasia ambientato in Italia, la strada è completamente sbagliata.
Infine, Pulixi racconta eventi di una quotidianità a volte disarmante, e grazie ai riferimenti a eventi realmente accaduti ci rendiamo conto che nel mondo così marcio in fondo non è molto lontano dalla nostra quotidianità.
Il suggerimento è quello di leggere i quattro romanzi senza lasciare passare troppo tempo tra l’uno e l’altro, i riferimenti ai libri precedenti rendono fondamentale ricordarsi cosa è successo nel capitolo prima.
Buona lettura noir