Tutta un’altra musica – Nick Hornby

Ancora una volta Hornby ci porta in Gran Bretagna, e lo fa attraverso la musica.

Annie e Duncan vivono sulla costa inglese, a Gooleness. Già dall’inizio si capisce che tra i due non tutto fila liscio, ci sono motivi di contrasto dovuti principalmente alla voglia di maternità di Annie e al fatto che il tempo libero di Duncan è invece assorbito dalla passione per Tucker Crowe, cantante statunitense che aveva interrotto improvvisamente la sua carriera ed è sparito. Duncan si considera un esperto in materia e condivide i suoi pensieri con altri fan del musicista. Un giorno riceve l’album Julie, Naked, nuova pubblicazione che ripropone la versione non arrangiata del disco Juliet, grande successo di Crowe. Duncan ne scrive una recensione entusiasta, ma anche Annie, che lo ha seguito in pellegrinaggi nei luoghi di culto del cantante americano, dice la sua, e non esattamente in sintonia con il pensiero di Duncan. Da qui una serie di eventi porterà Tucker a entrare nella vita della coppia.

Come sempre, Hornby riesce a raccontare la vita quotidiana con semplicità. Non c’è la ricerca del colpo di scena (nonostante in questo libro un paio ci siano), ma c’è piuttosto il racconto di una parte della vita dei protagonisti, del loro rapporto, descritto sempre con una disarmante maestria da cui emerge la quotidianità (termine da non intendere in modo negativo), in cui tutti noi ci riconosciamo.

La musica in questo caso riesce a essere protagonista o fare da sfondo, facendo appassionare il lettore al personaggio immaginario di Tucker Crowe (digitate su google e scoprirete che non siete i primi a cercare una reale corrispondenza di questo nome), e allo stesso tempo raccontando le follie dei fan dei musicisti. Insomma un altro bel romanzo che riesce a sorprendere perché racconta l’animo umano, quello delle persone comuni. Alla fine Annie potrebbe essere una qualsiasi donna che insegue un suo sogno e Duncan qualsiasi uomo che ha una passione che lo addormenta di fronte a una realtà fatta di tante piccole altre cose che non riesce a vedere.

Bel libro, leggero solo all’apparenza, ma questo è il segreto di Hornby: la sua capacità di intrattenere il lettore scavando però ben al di sotto della superficie.

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