Fru Fru – Il nuovo disco Edda

Fru Fru è il nuovo disco di Edda, ovvero Stefano Rampoldi, ex-voce dei Ritmo Tribale, band storica milanese.

Il disco non è uscito ieri, però mi piace aspettare prima di scrivere le mie impressioni. I libri sono percorsi che permettono di capire se ci stiamo arricchendo o se stiamo solo perdendo tempo, la musica invece ha il privilegio/svantaggio di poterci piacere o non piacere al primo impatto, per poi invece rivelarsi in mille altre forme e sfaccettature che necessitano di tempo.

La copertina di Fru Fru

“Fru Fru”, come dice lo stesso Edda, vuole essere, come suono, una via di mezzo tra Raffaella Carrà e Comedown Machine degli Stokes, e in effetti l’intento è riuscito. Ci sono dei momenti di estrema leggerezza musicale, a cui Stefano contrappone dei testi che sono, come sempre ormai, una alternanza di carezze e schiaffi improvvisi.

Un segno di libertà artistica difficile da ritrovare in una industria musicale che propone prodotti usa e getta, preconfezionati e ben studiati per entrare subito nelle orecchie dell’ascoltatore e diventare un tormentone. E invece questo disco non diventa un tormentone, non una colonna sonora primaverile ma un disco che fa piacere riascoltare, in cui la melodia la fa da padrona, come lo stesso Stefano dichiara di desiderare, e la scelta dei testi si basa prima di tutto sulla musicalità… ma attenzione non rinuncia a disegnare un artista in tutta la sua complessità.

Ma questo disco è bello anche per un altro motivo: è allegro e se avete avuto il piacere di ascoltare i precedenti lavori di Edda in versione solista, saprete che sono dischi da cui emerge una sofferenza intima e profonda, che il cantante non nasconde, ma fa sfumare in una miriade di personaggi femminili e maschili, in una tavolozza di sfumature vocali che portano dentro un vortice di emozioni complesso e impegnativo anche per l’ascoltatore. E in questo ultimo lavoro, invece, è come se si percepisse una nuova voglia di sorridere, di essere provocatorio, di riprendersi la scena non con i propri drammi, ma con la voglia di fare musica e di raccontare la propria visione.

Edda in concerto

Ma forse è proprio questa onestà messa così sul piatto che rende Edda e suoi dischi belli, capaci di farti riflettere, di farti ballare, di farti sorridere, e anche di tornare indietro nel tempo. Gli arrangiamenti sono sempre curati nei dettagli, per creare l’atmosfera che l’ex Ritmo Tribale vuole, ma poi guardi i video di alcune esibizioni dal vivo e vedi un Edda da solo con la sua chitarra (che lui dichiara di non saper suonare bene) sul palco, pronti tenerti con gli occhi incollati sul protagonista e la sua musica, la sua bella musica.

Per chi non avesse avuto il piacere fino a oggi segnaliamo che sono disponibili i suoi dichi:

  • Semper biot
  • Odio i vivi
  • Stavolta come mi ammazzerai?
  • Graziosa utopia

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